|
VOLTERRA: LA CITTA' E I SUOI MUSEI
Situata su un'altura tra la Val di Cecina e la Val d'Era, Volterra è celebre per il suo Duomo e la Piazza dei Priori, ma anche per le rovine del teatro romano e le numerose botteghe di maestri alabastrieri. Il Museo Etrusco Guarnacci è una delle più antiche e importanti raccolte archeologiche del nostro Paese e conserva, tra gli altri reperti, la celebre Ombra della Sera e l'Urna degli Sposi. La Pinacoteca raccoglie straordinari capolavori della pittura toscana, come le pale d'altare di Domenico Ghirlandaio, di Luca Signorelli e la celebre Deposizione del Rosso Fiorentino. La visita della città, alla quale è possibile abbinare - senza alcun supplemento - anche la visita ad un tipico laboratorio di alabastro, dura all'incirca due ore. Includendo anche il Museo Etrusco Guarnacci, il tour durerà all'incirca tre ore. Per la visita completa della città e dei due musei è necessaria l'intera giornata.
IL MUSEO ETRUSCO GUARNACCI
L'idea di una raccolta archeologica pubblica a Volterra nacque nel 1731 quando il canonico Franceschini donò alla città i reperti di alcune tombe etrusche provenienti dalla necropoli del Portone. Fu soltanto nel 1761 che si potè parlare di un vero e proprio Museo di antichità a Volterra, nel momento in cui Mario Guarnacci donò la sua vastissima collezione alla cittadinanza. Uomo di grande erudizione, trascorse i suoi ultimi anni di vita nella natìa Volterra, dove si dedicò agli approfondimenti e alle ricerche sulla storia antica, raccogliendo tramite acquisti e scavi una cospicua documentazione sulla civiltà etrusca. La visita inizia al piano terra con il periodo protostorico e villanoviano, prosegue al secondo piano dove è illustrato il momento della grande fioritura di Volterra etrusca, dal IV al I secolo a.C., con le ricostruzioni di tombe della necropoli delle Ripaie, la coppa di bucchero da Monteriggioni con iscrizione, la stele del guerriero Avile Tite e la testa Lorenzini. Il percorso continua nei nuovi ambienti dove sono esposti i materiali ellenistici del IV e I secolo a.C., i corredi tombali ordinati secondo criteri cronologici, le urnette cinerarie, la produzione bronzistica (specchi, piccola scultura votiva, vasellame, monete) e ceramica. Di particolare importanza sono le urne in tufo, alabastro e terracotta raggruppate su base tematica, ovvero sul motivo scolpito sulle casse, con esemplari a cassa liscia con coperchio a doppio spiovente, urne con bassorilievi ornamentali rappresentanti demoni, maschere, elementi decorativi a forma di rosa, animali fantastici e feroci. Alcune sale sono dedicate al tema del viaggio verso l'oltretomba, intrapreso col cavallo, il carro, la quadriga o la nave, altre sono dedicate alle urne con toni mitologici greci, sicuramente più elevate artisticamente e scolpite sulla base di bozzetti derivati da quadri o gruppi scultorei ellenistici. I reperti più celebri del Museo sono L'Urna degli Sposi e l'Ombra della Sera.
LA PINACOTECA CIVICA
Vi sono esposte circa novanta sculture e dipinti provenienti da chiese della città e gli arredi sacri del Conservatorio di San Pietro. Tra le opere più significative ricordiamo: la pala di Domenico Ghirlandaio, realizzata nel 1492 per la Badia di San Giusto, due pale di Luca Signorelli firmate e datate 1491, l'Annunciazione proveniente dalla cappella dei Disciplinati nel Duomo e la Madonna con Bambino e Santi dal Convento di San Francesco. Di particolare rilievo la pala di altare firmata e datata nel 1521 dal Rosso Fiorentino per la Cappella della Croce di Giorno in San Francesco, uno dei capolavori del Manierismo.
|
|